L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

giovedì 30 dicembre 2010

Cucina molecolare - Tagliatelle di farina di Piselli con prosciutto cotto e porri

Passato bene il Natale?
Spero di si, io ho un Babbo Natale con uno strano umorismo, e tutti gli anni sotto l'albero ci trovo la febbre, ormai è entrata a far parte delle tradizioni Natalizie...
Ma bando alle ciance miei cari lettori, eccoci al tanto atteso appuntamento con la nostra rubrica di cucina molecolare, l'ultimo appuntamento di quest'anno, gia che ci sono colgo l'occasione per augurarvi un dolcissimo anno nuovo!!!


Con questo post concludiamo l'anno ed anche il capitolo sulla denaturazione delle proteine presenti nelle farine, sapete, di esempi ce ne sarebbero molti da fare, ma nel corso di queste settimane io vi ho dato almeno 4 idee da realizzare con 4 diverse farine, siamo partiti dalla farina di ceci con la quale abbiamo realizzato ottime tagliolini alla pescatrice, siamo passati poi alla classica farina di castagne per creare dei deliziosi bignè alla ricotta glassati al fondente, abbiamo proposto un alternativo "cotechino e lenticchie" con degli innovativi ravioli di farina di lenticchie ripieni di cotechino, ed oggi vi propongo qualcosa di più leggero con la farina di piselli.

Qualcosa che vi piacerà parecchio!!!!
Prima cosa, dovete denaturare la farina di piselli, mi raccomando, se non sapete come fare correte a leggervi i post precedenti!!!




Per 2 persone:
200 gr di farina di piselli denaturata
2 uova
un pizzico di sale
olio q.b

Unite gli ingredienti e formate una pasta liscia, vedrete, sarà un bel verde brillante!!!!
Tagliatete le tagliatelle (XD) e cuocetele in acqua salata come al solito.

Per il sugo:
Saltate in padella la parte bianca di un porro tagliata a rondelline in poco olio, aggiungete una manciata di prosciutto cotto a cubetti ed una bella manciata di parmigiano, saltarvi le tagliatelle scolate e servite!!!
Buonissime davvero!!!

martedì 28 dicembre 2010

Colombaccio al profumo di bosco


Questa è stata la fine del secondo colombaccio che mi hanno portato, bhè si lo so, non ha fatto una bella fine...
Però è piaciuto tanto...




1 colombaccio
1 manciata di olive nere
2 spicchi d'aglio
1 foglia di alloro
sale e pepe
olio
funghi misti
fette di pancetta


Farcire il colombaccio con l'alloro, la salvia e uno spicchio d'aglio, salare e pepare ed avvolgere con cura il petto con la pancetta.
Intanto prendiamo una teglia, strofiniamola con uno spicchio d'aglio, uniamo i funghi, le olive ed un peperoncino a piacere,spolverare con sale e pepe ed adagiare il colombaccio sui funghi.
Irrorare con un bel filo d'olio e cuocere in forno a 200°

Colombaccio in riduzione di Vino Rosso


Mi hanno regalato diversi Colombacci, parecchio paffuti, ed io mi sono, ovviamente, messa subito all'opera!!
Il primo è stato molto semplice ma sofisticato, ed è questo:

1 colombaccio
1 carota
1 cipollina bianca
1 foglia di alloro
1 foglia di salvia
1 spicchio d'aglio
pepe nero
mirto
vino rosso
olio
sale
1 noce di burro
1 bicchiere di brodo di carne

Pulite il colombaccio, ed insaporitelo con il sale ed il pepe, farcitelo con mezza carota, lo spicchio d'aglio, la salvia il mirto il sale ed il pepe.
Intanto in una pentola fate appassire la cipollina tagliata fine in poco olio ed una noce di burro, unite la carota rimasta e fatela ammorbidire.
Aggiungete il colombaccio, sfumate con il vino rosso e portate a cottura aggiungendo il brodo.
Una volta che il vostro colombaccio sarà cotto toglietelo e tenetelo al caldo.
Unite altro vino al fondo di cottura e fate restringere, aggiustate di sale, filtrate e disponete la riduzione a specchio sui piatti, sopra adagiatevi il colombaccio disossat, e servite.

giovedì 23 dicembre 2010

Cucina molecolare - Ravioli di Farina di Lenticchie ripieni di Cotechino

Salve miei cari lettori, il Natele è ormai alle porte ed io vorrei tanto mandare indietro il empo, è finito tutto troppo in fretta, mera consolazione è l'arrivo della primavera e quindi del caldo, ma ci sono ancora diversi mesi di mezzo...
Quest'oggi, piccolo grande traguardo:
Siamo arrivati alla10° puntata della nostra rubrica di gastronomia molecolare!!!

Restiamo, ancora una volta sull'argomento "farine", la denaturazione delle farine è una cosa che vi ho spiegato in queste ultime settimane, e ci permette di lavorare le farine che non contengono glutine, se vi siete persi le precedenti puntate eccovi un riassuntino:
Per denaturare le proteine presenti nelle farine che non contengono glutine (ceci, castagne,legumi...) basta tenerle in forno a temperatura di 90° per almeno 3 ore, dopo questo piccolo processo, precedentemente gia spiegato, le proteine presenti nelle farine si srotolano e permettono la malleabilità dell'impasto e non la creazione di un gel, per fare un piccolo esempio, la farina di ceci mischiata ad acqua crea un gel, la cecina o torta di ceci, e così via, la farina di castagne da vita al castagnaccio ecc ecc, ma niente di lavorabile...

Oggi, vi darò un'idea carina per il vostro cenone dell'ultimo dell'anno,
per prima cosa dovrete procurarvi la farina di lenticchie, perchè avete presente il classico lenticchie e cotechino?
Bene, oggi noi faremo:



Ravioli di Farina di Lenticchie ripieni di Cotechino





100 gr di farina di lenticchie denaturata
1 uovo
1 pizzico di sale
acqua q.b
1 cotechino

Impastare bene gli ingredienti, fino a formare una pasta liscia, io l'ho lasciata un'pò più spessa del solito per far sentire meglio il sapore delle lenticchie, stendetela e ricavate tanti cerchietti.

Intanto cuocete il cotechino e fatelo raffreddare, tagliatelo a fette abbastanza fini e disponetelo al centro dei vostri cerchietti di pasta di lenticchie,
Sovrapponete quindi un altro cerchio di pasta e chiudete, spennellando con poca acqua se i bordi dei cerchi di pasta non aderiscono bene tra loro.

A questo punto perdonate la foto, ma io li ho preparati, scottati in acqua bollente e congelati in attesa del 31, quindi, per il sugo sbizzarritevi, e fatemi sapere se vi sono piaciuti!!

Un'altra idea carina potrebbe essere di fare questi ravioli a forma di caramella, o fare dei tortellini

giovedì 16 dicembre 2010

Cucina molecolare - bignè di farina di castagne e ricotta

Carissimi lettori, ci siamo lasciati una settimana fa con il primo post della mia rubrica molecolare, sulla denaturazione delle proteine, rinfreschiamoci un'pò la memoria:

Questa mia rubrica, dureraà un anno esatto, sperando che io ci riesca a scrivere per un anno tutti i giovedì, la costanza non è mai stato un mio forte, ma posso dirvi che mi impegnerò al massimo in questa mia auto-sfida.
Per il momento abbiamo affrontato argomenti semplici, abbiamo imparato ad usare la lecitina in cucina, nel pane, nella pasta, nei biscotti, abbiamo imparato a sostituire il tuorlo con l'aria di lecitina, poi, la scorsa settimana, nuovo argomento, la denaturazione delle proteine, argomento che, si protrarrà per ancora un paio di settimane, a cosa serve denaturare le proteine e come si fa?

Come si fa, semplicissimo, se vi siete persi lo scorso post, vi basterà mettere la farina in una teglia e lasciarla in forno per almeno 3 ore a 90°, ovviamente non la farina che utilizziamo sempre, qui stiamo parlando di farine di legumi, farina di ceci, di piselli, quelle farine che mescolate ad acqua formano un gel perchè prive di glutine, ed è proprio la mancanza di glutine che non permette alle farine di diventare lavorabili, denaturando le proteine cosa succede?
Le srotoliamo e creiamo una sorte di rete che contiene l'acqua, e quindi possiamo lavorare le farine di legumi per ottenere spaghetti, ravioli...

Questo non solo è carino come effetto, le tagliatelle 100% farina di ceci ad esempio, sono carine a vedersi, delicatissime, hanno un sapore nuovo ed originale, questo è utile per i celiaci, che non possono assumere il glutine!!

La scorsa settimana abbiamo preparato le tagliatelle di farina di ceci con pescatrice e pomodorini, questa settimana invece, ci diamo al dolce:

Bignè di farina di Castagne con ricotta e fondente



Ingredienti:
150 gr di acqua
60gr di burro
20 gr di margarina
100 gr di farina di castagne denaturata
3 uova

in una pentola far sciogliere il burro e la margarina nell'acqua a fuoco moderato, quando bolle spegnere il fuoco aggiungere la farina, mescolare bene, deve formarsi una palla.
Aggiungere le uova, formare delle palline che adagerete sulla carta da forno su una teglia.
Infornate a 200° per 25 minuti.

Per la glassa vi occorrerà del cioccolato fondente fuso, per il ripieno invece basterà montare la ricotta con lo zucchero a velo, oppure, va bene anche della semplicissima panna.



mercoledì 15 dicembre 2010

Aggiungi una Bionda a tavola - Spezzatino di Cinghiale al Cacao

:

Io e Meggy partecipiamo insieme al nuovo contest di "al cibo commestibile" : aggiungi un blogger a tavola!!

Signore e Signori, vi presento Meggy:

Sopra:Megghy
Sotto: Me


Mi ritrovai sul suo blog quasi per caso, avevo trovato il suo contest "Sapore di Ricordi" e pensavo di avere proprio la ricetta adatta, una salsa che aveva il sapore della festa estiva di paese, il sapore della mia infanzia, così partecipai, non ho vinto, se è quello che vi state chiedendo, ma ho trovato una cosa assai migliore di una vittoria, ho trovato l'amicizia con una persona speciale.
Iniziai a scorrere le pagine di "Basilico, Malva & Cerfoglio...", e non solo trovavo interessanti le ricette, ma trovavo interessante chi c'era dietro: Meggy.
Io e Megghy non ci siamo mai incontrate, ci siamo sentite solo e sempre via mail, abbiamo fatto lunghe conversazioni virtuali, alla faccia di chi dice che internet non favorisce i rapporti tra le persone; noi siamo diventate amiche anche se stiamo a km di distanza, e non ci accomuna solo la passione per la cucina, noi cuciniamo con classe, con i tacchi alti ed il filo di perle, noi sforniamo l'arrosto con la grazia e lo stile di una pin up, ed adoriamo gli anni 50, non abbiamo una cadillac rosa parcheggiata sotto casa, ma sappiamo sognare...
E non è solo il colore dei capelli che ci accomuna, ma anche la passione per i tatuaggi,
Sopra: il tatuaggio di Meggy
Sotto: il mio


l'amore per i gatti.
Lei adora Grease, pretty Woman e dirty Dancing, Meggy ti ho mai detto che li adoro anch'io?
In questi mesi ci siamo cercate, conosciute, divertite, e non finiamo mai di imparare l'una dall'altra, condividiamo sogni e speranze, ed è bello sapere che una persona così meravigliosa segue quello che scrivo, sperimenta le mie ricette, mi da ascolto e mi sta vicina nei momenti belli ma anche in quelli tristi, Megghy è l'allegria in persona, lei è il sole, ed anche se ama l'inverno, sono convinta che con la sua solarità riuscirebbe a portare l'estate in una stanza anche in pieno Dicembre.
Sopra: il gatto di Megghy
Sotto: il mio

Resto con la speranza di incontrarla un giorno, spero presto, intanto lascio a voi la nostra ricetta, e a lei il mio invito a tavola.
Baci cara Meggy!

Ed adesso vi lascio la nostra ricetta gentilmente scritta da Megghy (lo si nota anche dalla perfezione dei dettagli, io di solito tiro via heheheheh):

Servite caldo con una manciata di pinoli tostati.

giovedì 9 dicembre 2010

Cucina molecolare - Tagliolini di farina di ceci alla pescatrice

Finalmente il capitolo sulla Lecitina di Soia è terminato, oggi inizieremo un altro interessante argomento, riguarderà la lavorazione delle farine, e la denaturazione delle proteine contenute in esse.
Nella farina di grano sono presenti 2 proteine, la gliadina e la glutenina, grazie a queste 2 proteine, quando lavoriamo la farina con l'acqua otteniamo il glutine, che ci permette di tenere insieme l'impasto.

Nelle farine di legumi (ceci, lenticchie....) questa proteine mancano, ma possiamo tranquillamente ovviare al problema attraverso la denaturazione delle proteine.

Come?
Semplicissimo, per denaturare le proteine contenute nella farina, in questo caso di ceci, non vi occorreranno macchinari d'avanguardia e solventi chimici, basta il forno di casa.
Con il calore del forno facciamo sì che le proteine presenti nella farina si srotolino e si intreccino tra loro, formando quindi una massa lavorabile con la semplice aggiunta di acqua.

Avete sicuramente notato che la farina di ceci mischiata ad acqua forma un gel, basta prendere come esempio le panelle, la torta di ceci o la cecina, ovviamente non è lavorabile, dopo la denaturazione invece sarà possibile stenderla, farci gustosi ravioli o deliziose tagliatelle.




Per prima cosa dobbiamo denaturare le farine, io vi consiglio di prendere diverse vaschette di alluminio o piccole teglie e denaturare più farine contemporaneamente ( di piselli, di castagne, di ceci, di soia, di lenticchie, di fagioli), basta tenerle per almeno 3 ore a 90°.
Poi potrete metterle in barattoli e conservarle come normali farine.

Attenzione!!!
Queste ricette non permettono la formazione del glutine, sono quindi adatte per i celiaci!!!

Se un celiaco vi si presenta a cena ed andate nel panico, potrete sempre proporre questa gustosa pasta,
seguita per secondo da una freschissima orata al cartoccio con pomodorini e patate,
e per dolce una gustosissima e rinfrescante mousse al limone fatta con il sifone al momento ( nel corso della nostra rubrica vi insegnerò a fare mousse come comprate con l'aiuto del sifone).

Per prima cosa, dopo aver denaturato la farina, procediamo come sempre, aggiungiamo solo acqua e formiamo la pasta oppure rendiamo tutto più sostanzioso aggiugendo anche le uova.

A persona:
100 gr di farina di ceci denaturata
1 uovo
olio a piacere q.b
acqua q.b
un pizzico di sale

Impastiamo gli ingredienti, stendiamo la pasta ottenuta con il mattarello e tagliamo a striscioline e tuffiamole in acqua bollente salata.

Per il condimento:
1 spicchio d'aglio
olio
pomodorini ciliegini
una coda di pescatrice bella grossa o tre piccole
prezzemolo
sale

In una padella facciamo rosolare lo spicchio d'aglio nell'olio, aggiungiamo poi la polpa di pescatrice tagliata a tocchettini, i pomodorini tagliati in 4 ed aggiustiamo di sale.
Spolveriamo con abbondante prezzemolo, scoliamo la pasta e saltiamola nel sughetto, pronta!!!

lunedì 6 dicembre 2010

Rose di Tonno e Salmone con pomodori alla piastra.





Che idea carina è?
Ho trovato questo modo di tagliare il pesce su una rivista e me lo sono riadattata alle mie esigenze, la ricetta prevedeva l'utilizzo del forno, troppo tempo, poca voglia, e quindi ho utilizzato una cottura in padella, senza grassi.
Si preparano veramente in 2 minuti, e le rose si possono preparare con largo anticipo.
Io mi sono armata dei miei coltelli da sushi e mi sono messa all'opera, ho sfilettato i tranci di salmone e di tonno, tagliandoli a striscioline il più sottili possibile, e poi, utilizzando come base delle foglie di insalata sono passata alla composizione.

1 trancio di tonno
1 trancio di salmone
foglie di insalata
sale
pomodori


Ho preparato le rose di pesce e poi con l'aiuto della foglia di insalata che mi faceva da base, le ho poste in padella, ho coperto con un coperchio ed in 2 minuti a dir tanto erano pronte, le ho spolverate con un pizzico di sale e le ho tenute al caldo mentre facevo i pomodori.

Tagliate a fette di circa mezzo cm i pomodori, intanto scaldate una padella, spolveratela con il sale, e quando è bella bollente, cuocetevi i pomodori.

Nel piatto ho disposto l'insalata tagliata a striscioline, i pomodori e poi le roselline di pesce, che ve ne pare?
Direi che con il Natale che si avvicina è un'idea carina,no?



giovedì 2 dicembre 2010

Cucina molecolare - La Lecitina nella pasta - parte II Ravioli Ricotta e Spinaci




La scorsa settimana vi ho spiegato che la lecitina ci aiuta a tirare la pasta fatta in casa a praticamente un velo di spessore.
Vi ho dato la ricetta delle tagliatelle, comunissima pasta all'uovo, oggi, concludiamo questo lungo, anzi, lunghissimo capitolo sulla lecitina ed i suoi usi in cucina durato ben 7 settimane.
L'obbiettivo è sempre il solito, far durare questa rubrica 1 anno esatto, ci riuscirò?
Adesso che la sezione dedicata alla lecitina è terminata, dalla prossima settimana potremo dedicarci a qualcosa di più interessante, vi darò qualche idea carinissima per un cenone di ultimo dell'anno con ingredienti della tradizione ma al tempo stesso alternativo, vi insegnerò parecchie cosine interessanti!!!

Intanto, procuratevi la farina di ceci e la farina di lenticchie, ed anche quella di castagne se pensate che stia bene con la ricotta!

Ecco un piccolo suggerimento su come far sembrare la vostra pasta quasi trasparente, il che potrebbe tornarvi utile per far vedere un bel ripieno colorato, quindi oggi, facciamo i ravioli.

Lasciamo perdere le foto, perchè a causa del poco tempo a mia disposizione non sono riuscita a stendere adeguatamente la pasta per i ravioli, ma credetemi, la lecitina vi aiuterà a farla sottile con un fazzolettino del bar (il che è tutto un dire è!!), utilizziamo la ricetta base per la pasta, senza uova, quindi, niente tuorlo, niente colore, un impasto praticamente bianco, e tanto spazio al sapore del ripieno!!


La pasta la facciamo solo con acqua farina ed un pizzico di sale.

In un bicchiere d'acqua mettiamo a mollo un cucchiaio di lecitina per almeno 15/20 minuti, poi, su un piano disponiamo a fontana 200 gr di farina ed un pizzico di sale, e pian piano aggoingiamo acqua ed impastiamo fino ad ottenere una pasta liscia e lavorabile.


Lasciamo a riposare la pasta e prepariamo il ripieno:

Spinaci freschi
burro
ricotta
1 spicchio d'aglio
sale

Puliamo e lessiamo gli spinaci, scoliamoli, strizziamoli bene. e saltiamoli in padella con il burro ed uno spicchio d'aglio, saliamo e lasciamo raffreddare.

Uniamo con una forchetta la ricotta e mescoliamo bene.
A questo punto farciamo la pasta ed otteniamo i ravioli.

Per il sugo:
Non avevo molto a disposizione in casa, almeno, non avevo gli ingredienti per un sugo decente, così credevo fino a che in frigorifero non mi sono ritrovata una caciotta, 1 uovo, mezza cipolla bianca ed un fondo di prosciutto cotto, in più c'era la scrematura pannosa del latte fresco quindi

1 caciottina fresca
1 tuorlo
1 fondo di prosciutto cotto
1 bicchiere di latte o 200 ml di panna
1/2 cipolla bianca
2 gocce di tabasco
pepe bianco
olio

Ho sminuzzato per bene la cipolla e l'ho soffritta nell'olio, ho poi unito la caciotta tagliata fine ed il tuorlo d'uovo, ho allungato con la panna ed ho fatto fondere a fuoco basso.
Ho spolverato con il sale ed il pepe bianco ed ho aggiunto il tabasco,
Alla fine ho unito il prosciutto cotto tritato finissimo.
Ho ottenuto una sorta di fonduta, ed era davvero una delizia!!!!

giovedì 25 novembre 2010

Cucina molecolare - La Lecitina nella pasta - parte prima




Siamo quasi giunti alla fine del nostro lunghissimo paragrafo sulla lecitina.
Quindi, arrivati al sesto appuntamento con la nostra rubrica di cucina molecolare abbiamo scoperto che la Lecitina è perfetta per ottenere salse senz'olio, per sostituire i tuorli, rendere gli impasti più morbidi...
Oggi scopriamo come può essere utile nella pasta.

Si avvicinano le feste di Natale, e forse, anche le vostre nonne per le feste si alzavano presto per preparare la pasta fatta in casa e gli gnocchi; io tengo viva la tradizione, ed anche per questo Natale sulla tavola porterò tagliatelle fatte con le mie manine, magari condite con un ottimo ragù di cinghiale che ho gia preparato e messo da parte.
La lecitina nella pasta a cosa ci serve? A farla estremamente sottile!! A renderla praticamente un velo!

E quindi ecco a voi la ricetta di oggi:

Tagliatelle di pesto

Forse a questo punto vi starete chiedendo perchè "di pesto", bhè ecco, questo non ha niente a che vedere con le straordinarie capacità della lecitina, questo ha a che vedere con me, la mia voglia di fare la pasta, e gli ingredienti mancanti per un sugo decente, quindi, ho destrutturato la pasta al pesto, ed ho infilato il pesto nella tagliatella....


X la Pasta:

1 uovo e 100 gr di farina a persona
lecitina
acqua
sale

pinoli
aglio
parmigiano
basilico
olio


Prima di tutto dobbiamo lasciare a mollo la lecitina in acqua, e dobbiamo almeno 15 minuti prima di iniziare a fare la pasta, quindi procediamo come di consueto.

Uniamo la farina alle uova, un pizzico abbondante di sale ed impastiamo, allunghiamo con l'acqua contenente la lecitina fino ad ottenere un impasto liscio e facilmente lavorabile.
A questo punto, per fare le tagliatelle di pesto, uniamo i pinoli sbriciolati ed il basilico tritato finissimo!!!

Lasciamo riposare un'pò e poi stendiamo la pasta e la tagliamo.
Nella foto potete vedere quanto è fine lo spessore, è praticamente trasparente nonostante la presenza dei tuorli che danno colore!!




Poi la lessiamo in acqua bollente salata, ci vorranno circa 2 minuti.

In una padella facciamo soffriggere l'aglio nell'olio, ci saltiamo le tagliatelle, e le condiamo con abbondante parmigiano.


La prossima settimana il capitolo sulla lecitina sarà definitivamente concluso, vi insegnerò un ultimo trucchetto per rendere l'effetto "pasta tirata a velo" ancora più trasparente.

martedì 23 novembre 2010

Puntarelle alla romana

Non vi dico per quanto tempo le ho cercate, queste famose puntarelle...
Un'pò come la mia ricerca degli agretti che è durata anni...
E tutte le volte che sono andata a Roma mi sono scordata di portarne un kiletto in qua verso Livorno, e poi, qualche giorno fa, me le ritrovo davanti mentre facevo la spesa nel mio solito supermercato...
Ero contentissima, e ne ho approfittato per fare una ricetta, ovviamente, tipica di Roma ^^



Ho utilizzato
olio extra vergine d'oliva
acciughe
1 spicchio d'aglio
aceto bianco
sale

Ho schiacciato l'aglio e le acciughe, ho unito gli altri ingredienti ed ho formato una salsina, con questa ho poi condito le puntarelle...
Che dire..
Strepitose, eppure così semplici da fare...
Peccato che qui da me sia così difficile trovare le puntarelle...

lunedì 22 novembre 2010

Carciofi alla Giudia

I carciofi alla Giudia sono tipici di Roma, questo piatto è nato nel ghetto ebraico di Roma, quindi parliamo di parecchio tempo fa, veniva mangiato dopo kippur, una festività ebraica detta anche "festa dell'espiazione", in cui per un giorno intero si digiuna e si evitano lavori e divertimenti, 25 o 26 ore di riposo, preghiera e raccoglimento, quest'anno Kippur è caduto il 17 settembre.
Alla fine del digiuno le massaie preparavano con le mammole, tipici carciofi laziali, questo piatto semplicissimo e molto saporito.



2 carciofi a testa
olio per friggere
sale
pepe

Si puliscono i carciofi, togliendo le foglie esterne più dure e le spine, e si lasciano a mollo in acqua e limone.
Intanto scaldiamo abbondante olio in una padella, e cuociamo per una decina di minuti i carciofi.
Li scoliamo bene, li schiacciamo, aspettiamo che si raffreddino e li condiamo all'interno con sale e pepe.
Si lasciano riposare almeno una ventina di minuti, poi, li rituffiamo in olio bollente e li friggiamo bene, in modo che diventino belli croccanti!!

domenica 21 novembre 2010

Tagliata all'arancia su letto di carote


Ultimamente vi sto dando un sacco di ricette semplicissime da fare...
Quasi quasi basterebbe giusto leggere il titolo per capire come si fa..
Qualche giorno fa aòòa pdc ho intravisto una ricetta simile, ho sentito giusto le parole "carne, carote, arancia" e questo è il risultato di ciò che ho combinato, ottimo oserei dire!!

Filetto di vitella
1 kg di carote
olio
vino bianco
sale
pepe
2 arance
1 siringa

Prima di tutto tagliamo le carote sottilmente, come nella foto, a striscioline, e le saltiamo in padella con l'olio, sfumando con del vino, poi aggiustiamo di sale e teniamo da parte.

La carne, ecco come procediamo:
Prendiamo il nostro bel filetto, spremiamo le arance ed il succo lo preleviamo con la siringa per poi igniettarlo dentro la carne durante la cottura, pronti?
Sulla padella ben calda spolverata di sale adagiamo il filetto, scottiamolo da ambedue i lati e con la siringa riempiamolo di succo d'arancia, portiamo a coottura.
Su un bel vassoio disponiamo le carote riscaldate, irroriamo con un bel filo d'olio.
Una volta che la carne sarà pronta, la spolveriamo con sale e pepe, la tagliamo e la disponiamo sul vassoio delle carote.

Il sapore dolce delle carote si sposa meravigliosamente con il filetto, e l'aroma di arancia è inaspettato e molto piacevole.

sabato 20 novembre 2010

Philadelphia home made

Ecco cosa accade quando una come me viene portata a prendere il latte appena munto...
Succede che casa mia si trasforma in un caseificio, e presa dalla mania di cucinare, non solo inizio a produrre quantità industriali di formaggi, ma mi imbarco anche nella folle impresa di preparare in anticipo gli antipasti Natalizi, come la Bresaola o il formaggio stagionato, così avranno tutto il tempo di riposare bene...



Per la ricetta di oggi, che è una cavolata, vi servirà pochissimo latte, o ancora meglio panna fresca per tenerlo morbido, io ho usato la panna del latte fresco hehehe, che bellezza...

500 ml di jogurt bianco magro non zuccherato di ottima qualità
1 cucchiaino scarso di sale

Semplicissimo, si fa così:
In un pentolino a fuoco basso uniamo lo jogurt ed il sale, mescoliamo bene, appena vediamo che lo jogurt coagula e si separa dal siero è fatta!!
A questo punto prenderemo un piatto, o un'insalatiera, disporremo sul fondo un fazzoletto di cotone o un canovaccio, verseremo sopra al canovaccio lo jogurt e poi strizziamo bene, facciamo uscire il siero, lo chiudiao a mò di sacchetto con uno spago e lo infiliamo in frigo per tutta la notte, avendo l'accortezza di appenderlo, in modo che il canovaccio con lo jogurt non sia mai a contatto diretto con il siero che perde.

Il giorno dopo raduniamo il nostro philadelphia in un contenitore e con un cucchiaio o una spatolina lo amalgamiamo ad un'pò di latte freddo o panna fresca fino a raggiungere la morbidezza tipica del philadelphia (ci vorranno circa 4 o 5 cucchiai)

Pronto!!!
Che ne dite?

venerdì 19 novembre 2010

Baccalà lesso e ceci alla Livornese


E con questo ho quasi finito di riproporre il menù del ristorante dove ho lavorato tempo fa, quindi, finito il menù del ristorante Livornese, finita anche la mia conoscenza di piatti Livornesi, e vorrei far notare che io a Livorno ci abito...
Se però vi piace questo genere di ricette una ricerchina più approfondita la faccio volentieri...
Vi sto scrivendo da camera mia, con Benjamyn, il gatto, appollaiato sulle mie spalle a mò di pappagallo dei pirati, più che effetto pappagallo fa più effetto sciarpa dato che è lungo, ed ha la coda arricciolata intorno al mio collo, carino direte voi...
Pesante dico io..
Ma che volete farci, è il mio bellissimo amore peloso hehehehehe!!!


200 gr di baccalà precedentemente ammollato a testa
salvia
1 limone
sale
pepe
burro
ceci secchi precedentemente ammollati
olio

Come al solito io seguo un procedimento tutto mio...
Prima di tutto dobbiamo lessare il baccalà in acqua bollente salata e acidulata, poi lo saltiamo in padella con il burro, la salvia e la scorza del limone che poi avremo cura di togliere, lo aggiustiamo di sale, lo spolveriamo con il pepe e lo serviamo con i ceci.

Per i ceci procediamo in modo molto demplice, dopo averli ammollati li lessiamo e li saltiamo in padella con un bel filo d'olio.

giovedì 18 novembre 2010

Cucina molecolare - biscotti senza tuorlo

Vi informo che il capito sull'uso della Lecitina si sta pian piano concludendo, intanto abbiamo scoperto quanto può essere versatile in cucina, riesce a far incorporare ad un liquido l'aria, riesce a far unire olio ed acqua, fa lievitare meglio gli impasti, fa si che il pane si conservi più a lungo, puù sostituire l'olio nelle salse tipo la maionese eliminando i grassi, che altro?
Ci rimangono giusto altre 2 cosine da dire, una di queste è che può sostituire il tuorlo nell'impasto dei biscotti, ed è l'argomento di oggi.

In queste settimane abbiamo scoperto che la cucina molecolare non è sempre chimica, come invece si sente dire, sappiamo che la cucina molecolare è innovazione, ma la cucina è un eterno rinnovarsi, quindi, il cambiamento mmolte volte fa bene, la cucina molecolare studia le reazioni chimiche che avvengono all'interno dei cibi e ci aiuta a migliorare le nostre ricette.

Prendiamo appunto la lecitina, so che molti di voi hanno trovato interessante l'uso che può avere in cucina, è facilmente reperibile, è facile da usare, e la prossima settimana vi dirò qualcosa di veramente interessante, la lecitina entrerà nella preparazione dei nostri primi...

I biscotti che prepareremo oggi sono gustosissimi, la consistenza è a metà tra una lingua di gatto ed una meringa, il sapore è delicato e leggero, e ricorda vagamente i biscotti di riso.

Restando in argomento "riso" procuratevi l'amido di riso, lo useremo nelle prossime ricette molecolari.



Ingredienti per circa 30 biscotti:

15 gr di lecitina
350 ml d'acqua
130 gr di zucchero
130 gr di farina
2 albumi
1/2 cucchiaino di lievito
1 bustina di vanillina (facoltativa)

Montate a neve gli albumi e successivamente aggiungete lo zucchero.
Con il minipimer montate la lecitina in acqua per creare l'aria, e con un cucchiaio, incorporatela al composto di albumi (solo l'aria non il liquido) fino a che non raddoppierà di volume.
A questo punto unite farina lievito e vanillina, e se avete pazienza mescolate con una spatola, oppure se avete poco tempo vanno bene anche le fruste.
A questo punto potete unire del cacao o della cannella, svariati aromi e granelle sopra.
Io fossi in voi li farei semplici e li glasserei successivamente a metà nel cioccolato fondente...

Infornate a forno caldo, su una teglia ricoperta di carta forno a 180° per 15 minuti circa.


Appena sfornati saranno un'pò morbidini, ma diventeranno croccanti in pochi minuti.

mercoledì 17 novembre 2010

Sformatini di polenta e grana al tartufo


La fissa del tartufo per un'pò c'è stata, e quindi, fino a che lo avevo a disposizione, vedevo bene di farne buon uso...
Vi sto propinando una serie di piatti che è già un'pò che ho preparato, ma la mia cucina è momentaneamente in attesa di riprendere le sue funzioni, ed io non ho proprio voglia di entrarci, quindi, a parte la mia rubrica di cucina molecolare, unica cosa che mi entusiasma in questo momento ed unica cosa che cucino davvero volentieri, dovrete sorbirvi le cosette che ho preparato parecchi giorni fa..
Non sarà un problema dato che vi proporrò una serie di ideuzze molto carine....
Questi sformatini di polenta si possono preparare con largo anticipo, basta poi scaldarli in forno prima di servirli.

Polenta
latte
acqua
sale
parmigiano
tartufo
olio

Prepariamo la polenta con acqua, latte ed un'pò di sale, ed aggiungiamo abbondante parmigiano tritato grossolanamente, poi disponiamo la polenta nelle cocottine, altenando con scaglie di parmigiano.
Prima di servire passiamo in forno ben caldo, spolveriamo poi con scaglie di parmigiano e di tartufo, un filo d'olio, magari aromatizzato se vi piace ed è pronto!!
Facilissimo!

sabato 13 novembre 2010

Concorso crea un prodotto per Le Tamerici...The Winner is....MEEEEEEEE

Vi ricordate il concorso "Crea un prodotto per le Tamerici"?

Bene, io ho partecipato, giorni fa mi arriva una telefonata dove vengo avvertita che sono tra i 12 finalisti...

Che bello!
Gia quella per me era una vittoria!
La premiazione era fissata per Sabato 13 Novembre 2010, quindi per oggi,

la giuria era composta da:

• un' esperta di cucina;
• uno chef;
• un giornalista enogastronomico;
• due insegnanti di cucina;
• un esperto di frutta e verdura;
• un agronomo;
• un produttore di frutta e/o verdura;
• un produttore di vino

Si riuniva nella sede dell'azienda de Le Tamerici che è un tantino lontana da casa mia, io un'pò per le poche possibilità che ho di spostarmi, un'pò per il tempo, un'pò perchè portare mia figlia con me era un problema non ci sono andata, a malincuore, ma non ci sono andata...

Oggi pomeriggio ero a lavoro, ho sperato per tutto il giorno di ricevere la chiamata che mi avvertiva che magari ero arrivata terza...
Mi ero messa il cellulare legato alla caviglia nascosto sotto i pantaloni perchè la mia divisa non ha tasche...
Ma niente...
Peccato...

Invece.... ho vinto!!!

Appena arrivata a casa ho controllato la mail e mi sono ritrovata questo meraviglioso messaggio:

Gentile Shamira

Volevo comunicarle che la sua ricetta si è classificata prima e che quindi entrerà di diritto nel nostro catalogo.

Complimenti vivissimi, la chiamerò nei prossimi giorni per accordarmi per la spedizione del premio.

Grazie e complimenti ancora

Gianfranco Allari

Scuola di cucina e negozio di S. Biagio


Non riesco ancora a crederci!!!!!

Ho vinto!!!!!!!!!!!!!!!!!

I premi?

La confettura prima classificata entrerà nell' assortimento di produzione con l'indicazione in etichetta dell'autore,quindi meeeee!!!
Al quale andrà anche in premio una fornitura del prodotto stesso.
Per il secondo e terzo classificato sono previste forniture di prodotti Le Tamerici.

Il racconto di chi era alla premiazione e di chi parla di me:

...Ti cucino così..
Cindystar
Le Tamerici
Le foto
Q.B In cucina quanto basta

Ed ecco l'elenco dei 12 finalisti :
(se leggete questo blog e siete in questo elenco, mandatemi il link che creo il collegamento alla vostra ricetta!!!!)



Marmellata alla Pina Colada
Shamira Franceschi

Confettura extra di ciliege con balsamico e semini di anice
Manuela Viel

Confettura di melone mantovano con menta
Lorenza Ongari

Confettura di sedano
Dalia Draghi

Confettura di prugne e albicocche all'anice stellato
Cinzia Martellini Cortella

Gelatina di birra, pere kaiser e pepe sichuan
Lucia Arlandini

Marmellata di albicocche con cardamomo e vaniglia
Giulia Scarpaleggia

Confettura di carote, limoni e zenzero con mandorle
Alessandra Biagini

Composta di melanzane
Patrizia Fabrizi

Confettura di peperoni, pompelmo e peperoncino
Lisa Gambino

Marmellata di pesche, rose e cannella
Lucia Arlandini

Pesche con passito di Pantelleria e cacao
Paola Chizzini



venerdì 12 novembre 2010

Tagliata al tartufo



Ok, inutile raccontarci storie, è un periodaccio, io non mangio da praticamente 11 giorni, al massimo, come stasera, mi mangio una carota e sono apposto, ma passerà...
Il lato positivo è che tra poco, se continua così rientrerò in quei pantaloni taglia 42 che ho in fondo all'armadio e che non mi entravano più da prima della gravidanza...
Il sogno di ogni donna no?
Rimettersi i vestiti di qualche taglia in meno ^^
E poi vabbè, a questo punto mi sono messa in testa che voglio 3 vestiti, abiti da cocktail per la precisione, uno rosso, uno nero classico ed uno blu tipo di raso che cangia di nero; anche il verde non mi dispiace, ma si accettano consigli...

E le scarpe, a quel punto ovviamente ci vogliono le scarpe, perchè quando una ragazza dimagrisce, oppure quando è in cerca di qualcosa che le tiri su il morale, bhè, è proprio a quel punto che la ragazza si innamora di un paio di scarpe, e solitamente, la scelta ricade su un oggetto improbabile, ad esempio:

Io ho visto, o meglio, io mi sono letteralmente invaghita di un paio di sandalini carinissimi aperti davanti (vorrei far notare che d'inverno è un' difficile mettere un sandalino aperto davanti, magari senza calze....)

Sono ovviamente costosi (perchè una donna che usa lo shopping come antidepressivo al posto della nutella, non si comprerà mai un paio di ballerine ad un mercatino, punterà sempre sull'oggetto scintillante con una cifra da capogiro)

Hanno un tacco altissimo, perchè i tacchi non aumentano solo l'altezza di una donna, ma anche l'autostima, ed i sandalini che voglio io sono veramente altissimi, ma così alti che penso che non sia neanche possibile camminarci, al massimo si possono comprare e mettere in bella mostra in una vetrinetta, giusto per figura...

Ed alla fine di questo bellissimo resoconto, aggiungiamo pure che i sandalini in questione sono eleganti e non saprei dove andarci, ma, e qui sottolineamo il ma, io li voglio, non li vorrei è, li voglio!!!
Non so con che caspita di soldi, non so dove ci andrò, ma li avrò (spero).
Essendoci quindi dilungate abbastanza sulla mia voglia di avere un paio di sandali che non mi serviranno a niente ma che mi faranno star bene, possiamo chiudere questo paragrafo stile Sex and the City e cominciare a parlare di cucina.

Autunno, anzi, inverno, e qui si gela!!
L'autunno per me ha quei colori caldi che ti avvolgono, e quando sei al caldo, e guardi i viali alberati con le foglie in fiamme dalla finestra di camera, ti senti in pace con te stesso.
Ovviamente continuo a preferire l'estate, ed il caldo torrido, ma questa stagione ci offre una serie di possibilità illimitate nella cucina, ci sono i Porcini, le castagne, i Tartufi...
E quindi eccomi qui con una splendida tagliata al tartufo.

Che dire?
La tagliata credo sia il piatto più facile del mondo.



Prima di tutto si dispone sul piatto un bel letto di rucola, poi procedete a condirla con olio e sale, quindi a questo punto cuocete la carne su una bella piastra rovente.
La spolverate con un pizzico di sale e pepe a piacere ed intanto taglierete le scaglie di parmigiano.
Una volta cotta, prendete la carne, tagliatela in tranci ed adagiateli sopra la rucola.
Spolverate con le scaglie di parmigiano, ancora un filo d'olio e poi scaglie di tartufo, quindi, a questo punto, non mi rimane che augurarvi, buon appetito!!

giovedì 11 novembre 2010

Cucina molecolare - La Lecitina nel pane

Eccoci arrivati alla 4° puntata della mia rubrica sulla cucina molecolare,
l'obbiettivo?

52 settimane
8760 ore
ovvero 1 anno di post,
questa è la mia sfida personale, ci riuscirò?

Quest'oggi vi parlerò ancora di quella magica sostanza che pian piano abbiamo imparato a conoscere: La Lecitina, non preoccupatevi, passeremo presto ad un argomento nuovo, e abbandoneremo la lecitina non appena vi avrò spiegato cosa ci fa nell'impasto per la pasta, cosa ci combina con i ravioli e come fa a sostituire i tuorli...

Ad ogni modo, 2 giorni fa ho testato una ricetta del pane che faccio spesso con l'aggiunta di lecitina, il risultato è stato ottimo e salutare, perchè, non mi scorderò mai di ricordarvi che la lecitina è:

ricca di vitamine, aiuta a smaltire i grassi
ed a combattere il colesterolo,
serve in occasioni di affaticamento mentale per tirarsi un'pò su
serve quindi ad aumentare la concentrazione

Utile no?



Ho utilizzato come ricetta base, il pane della 1/2 ora delle Simili, vi avevo già postato la ricetta, ma ad ogni modo eccola qua:

800gr di manitoba
200gr di acqua tiepida
36 gr di lievito di birra
200ml di latte
30 gr di burro
2 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di sale

Impastare: il latte tiepido con il burro, il sale, la farina, il lievito sciolto in poca acqua e tutti gli ingredienti.
Fate lievitare fino al raddoppio.
Sbattetelo sul piano di lavoro, e impastatelo a mano,disponete il filone in una teglia rivestita di carta da forno, infornate, accendete il forno per un minuto,spenetelo, e poi fate riposare per 30 minuti.
Quindi, senza aprire il forno mettete la temperatura a 200° per 40/45 minuti, se vedete che diventa scuro troppo in fretta copritelo con della carta da forno.

Ed ecco le modifiche :

Ho seguito alla lettera il procedimento che vedete sopra, soltanto che, ho unito il latte tiepido con il burro ed un cucchiaino di lecitina di soia e poi ho proceduto come di consueto.

Forse vi starete chiedendo perchè fare il pane con l'aggiunta di lecitina...

Bhè, a parte che è più salutare, si conserva più a lungo, molto più a lungo, la crosticina viene bella croccante e con il passare delle ore (oppure il giorno dopo o quello dopo ancora) non prende umidità e rimane croccante come appena sfornata, e la mollica è super-morbidissima, che ne dite, ci proviamo?


lunedì 8 novembre 2010

Vellutata di ceci al profumo di porcini

Stamani mattina mi sono data allo Shopping, a volte ci vuole lo Shopping, proprio quello con la "S" maiuscola, ovviamente, da brava foodblogger, non mi sono comprata una pelliccia di visone, ma, mi sono data alla ricerca dei prodotti che mi serviranno per la mia rubrica di cucina molecolare, e speriamo che mi arrivino in fretta (certe cose mi è toccato ordinarle, possibile che nella mia città non si trova nulla?!) ho intenzione di non sgarrare e seguire alla lettera la scaletta che mi sono imposta.
Tuttavia questa è una giornata perfetta per starsene chiusi in casa, fuori c'è un vento che porta via, sembre che ci sia la Bora, e menomale che siamo a Livorno...
Fa freddo, ed il cielo è grigio, per ora non piove, ma una zuppa è giusto quello che ci vuole per riscaldarsi in queste giornate.



Io avevo a disposizione dei ceci secchi, e, dopo averli ammollati ho deciso di prepararci una bella vellutata bollente, ok, questo avveniva qualche giorno fa, visto che ultimamente mi sono data al digiuno...
Ma era buona, quindi ecco come si fa:

ceci secchi ammollati
un rametto di rosmarino fresco
sale
pepe nero macinato fresco
porcini secchi

Ho lessato i ceci con il rosmarino, poi ho tolto il rametto ed ho passato tutto, lasciando da parte giusto una manciatina di ceci integri.
Ho ammollato i porcini secchi in poca acqua bollente, e poi ho unito acqua e fungi alla vellutata, ho continuato a cuocere a fuoco lento unendo nuovamente il rosmarino ed i ceci che avevo lasciato interi.
Ho fatto ridurre, ho aggiustato di sale, ed al momento di impiattare ho guarnito con una bella macinata di pepe nero fresco ed un filo d'olio ai porcini Home Made.

giovedì 4 novembre 2010

Cucina molecolare - La Lecitina nella torta

Visto tutte le polemiche che ci sono state a riguardo, non mi aspettavo che una rubrica sulla cucina molecolare ottenesse successo, ed invece siamo gia al terzo appuntamento.

Mi avete chiesto cos'è, mi avete chiesto se è facilmente reperibile, e dove la si può trovare.
Bene, la lecitina di soia la si trova solitamente nei supermercati, ed anche nelle erboristerie, è facilissimo trovarla, e fa benissimo alla salute, in più il sapore non è niente male, e con questa rubrica state imparando a scoprirne un utilizzo nuovo.

Fino ad'ora abbiamo scoperto che la lecitina unisce i grassi all'acqua, e l'acqua all'aria, possiamo quindi usarla per fare le arie, e le salse senza olio.

Oggi scopriamo che la lecitina ha molteplici utilizzi in cucina, infatti, come può sostituire l'olio nella maionese può anche sostituire il tuorlo nell'impasto dei biscotti, e non solo.

Quest'oggi trattiamo ancora l'argomento: Lecitina.

Per quanto mi riguarda ho deciso di sfidarmi, voglio far si che questa mia rubrica duri esattamente un anno!!
Spero di farcela, anche perchè ovviamente non potrò parlarvi sempre e solo della lecitina, ma sapete com'è, si parte dalle cose semplici, e vediamo di fare questo piccolo grande percorso insieme.

Siamo partiti dalle arie della lecitina,e dopo le salse oggi siamo arrivati al pan di spagna.
Mano a mano che andremo avanti ci inoltreremo in cose più sceniche, più interessanti ma anche più difficoltose, quindi, impariamo bene l'uso che possiamo fare delle sostanze base...

La Lecitina, ormai lo abbiamo capito, non dovrebbe mancare nelle nostre cucine, forse non vi ho detto che è anche un meraviglioso addensante, ne basta un pizzico nel sugo ed è fatta.

Ma oggi, potrei anche non darvi la ricetta, perchè si sa, del pan di spagna ognuno ha la sua.
Io ho appunto usato la solita di sempre, perchè, ovviamente, volevo vedere la differenza tra il mio pds senza lecitina ed il mio pds con.

.
Ero scettica è, ma io sono scettica anche per scaramanzia, ma poi, una volta messi i due pds a confronto la differenza c'era, e si vedeva,
Si vedeva minimamente in quanto il dolce era lievitato meglio del solito, e ad occhio nudo era ben visibile la differenza, ma il bello è venuto dopo.

Nella foto potete vedere sulla sinistra il pan di spagna senza lecitina e sulla destra quello con lecitina.


Il risultato è stato un pan di spagna estremamente soffice e per niente secco, quasi non c'era bisogno di bagne varie, potevo farcirlo direttamente, o anche no, magari solo glassarlo...
Si mantiene morbido più a lungo, ed il sapore è buono!!!

La mia ricetta per il pds (che in molti mi hanno richiesto in questi giorni) è:

200 gr di zucchero
200 gr di farina
4 uova
1 bustina di lievito
4 cucchiai di latte o di panna
4 cucchiai di olio
un pizzico di sale

Il procedimento è sempre lo stesso: fare uno zabaione con uova e zucchero, montare bene per almeno 10 minuti, unire quindi latte ed olio, ed infine le polveri, infornare a 180° per 30 minuti.

Se volete aggiungere la lecitina dovete farlo mescolandola con la parte liquida, se prima la pestate e la riducete in polvere è anche meglio, ma non è necessario.
Non ne va aggiunta troppa, diciamo che con queste dosi potete aggiungere mezzo cucchiaino, il discorso è diverso per il l'impasto del pane, li si va a percentuale, ma qui no, mezzo cucchiaino va più che bene, e poi procedete come di consueto.

Si conclude così il 3° post di "La Cucina Molecolare", per il prossimo giovedì ci terremo sempre sulla lecitina come base, quindi, se non l'avete ancora fatto, procuratevela, vedrete che pian piano le cose si faranno più interessanti...
A presto!!!

martedì 2 novembre 2010

La Staffetta dell'amicizia


Che carina è stata Nadia a pensare a me ^^ Gia solo il fattoc he mi abbia inserito tra i 14 autori di blog che vuole conoscere meglio mi rende molto onorata, e risponderò più che volentieri ^^

Le regole della staffetta sono queste:
1) creare un post inserendo il logo della staffetta e invitare 14 blogghine che vorresti conoscere meglio.
2)Postare le 8 domande qui in seguito.
3)Rispondere alle stesse sul vostro post


1) Quando da piccoli vi domandavano cosa volevate fare da grandi cosa rispondevate?

Alla tenera età di 2 anni mi innamorai di un libro trovato su una bancarella, allora ancora non sapevo leggere, forse sono stata attirata dalle figure, il libro era un vecchio libricino di storia illustrato sugli Egiziani, e da allora fino a circa 9 anni, quello che rispondevo alla domanda "cosa vuoi fare da grande" era : l'archeologa.
Questo è andato di paripasso con la lavoratrice del vetro, infatti verso i 7 anni volevo trasferirmi a Murano, ed imparare a lavorare il vetro.

Tuttavia amavo tanto scrivere e l'adolescenza mi ha portato a desiderare di viaggiare per il mondo e fare la giornalista, morale della storia oggi, a 23 anni, voglio diventare pasticcera ^^

2)Quale erano i vostri cartoni animati preferiti?

Rensie la strega, Una porta socchiusa ai confini del sole, La principessa Sapphire, le tartarughe ninja...

3)Quali erano i vostri giochi preferiti?

I mini pony, le tartarughe ninja, le machinine e le palline di vetro, la casa di Barbie l'avevo trasformata in un laboratorio di cucina, e così la vasca era una pentola ed il letto il tagliere, l'armadio dei vestiti era il frigorifero e così via...
Che dite l'avevo gia nel sangue la voglia di cucinare?

4)Qual'è stato il vostro più bel compleanno e perchè?

Questa è difficile...
Apparte quando ero piccola i miei compleanni non sono mai stati niente di spettacolare, sicuramente però posso dire che ero circondata da persone uniche, e poco importa se ho festeggiato i miei 13 anni su una panchina con la mia migliore amica davanti ad un pacchetto di patatine dei Digimon ed un estathè al limone, o se i miei 18 anni li ho festeggiati con 4 persone unite dal caso tirandoci salatini in una via del centro alle 11 di sera, l'importante è stata la meravigliosa compagnia di Francesca, o il biglietto di auguri scritto da Ambra e Rachele, loro forse non sanno che l'ho attaccato dentro al mio armadio e lo guardo ogni giorno, sopra c'è scritto "Ovunque tu sia sono i tuoi amici che rendono il tuo mondo perfetto" e quindi, io non ricordo un bel compleanno, ma una splendida e perfetta compagnia.

5)Quale sono le cose che volevate assolutamente fare e che non avete ancora fatto?

Sicuramente il giro del mondo...
E andare ai Caraibi per poi tornare con 15 litri di Rum e una tonnellata di Vaniglia.
Trasferirmi a Parigi, o trasferirmi e basta.
Prendere una gattina, il mio sogno è avere un Sacro di Birmania, e chiamarla Audrey.
Prendere un lupo Cecoslovacco.

6)Qual'è stata la vostra prima passione sportiva e non?

Sport???!!!
Mmm Danza classica, ginnastica artistica e ritmica, nuoto, atletica, equitazione, tiro con l'arco, pallavolo, sparare al poligono.... dimentico qualche cosa?
Forse si...
Ma non è che mi piaccia molto lo sport (a parte andare a cavallo e tirare con l'arco).
Non sportiva è più semplice, il canto, il piano, il disegno, la pittura, leggere e scrivere ...Un sacco..


7)Qual'è stato il vostro primo idolo musicale

I Depeche Mode

8)Qual'è stata la cosa più bella chiesta( ed eventualmente ricevuta ) a Babbo Natale,Gesù
bambino. Santa Lucia?

Un sacco di libri che adoro , la mini televisioncina che mi fece mia nonna ed il robot da cucina che mi hanno fatto un anno fa mamma e nonno.


I 14 blog che nomino ( abbiate pazienza ma non arriverò mai a 14...)
Ecco chi vorrei conoscere meglio:

1 (s)cene da film

2 ViaggiandoMangiando

3 Un pizzico di Magia

4 Via delle Rose

5 Le Pellegrine Artusi

6 A spasso in cucina

7 La Gatta in Cucina

8 Fiabe di zucchero

9 Basilico Malva & Cerfoglio...


Continuo più tardi....

Vellutata di Pipistelli al chiar di Luna

Volevo farlo prima, ma sono terribilmente in ritardo con il mio programma di pubblicazione...

Ma, siccome voi siete anime buone, sarete carini e comprensivi con me e mi perdonerete...
Vero?...

La piccola Keira ha avuto la varicella, ormai è più di una settimana che siamo confinate a casa, si è persa la festa di Halloween alla quale teneva tanto e non ha potuto festeggiare con i suoi amici, io mi sono riproposta di portarle la festa a casa, ma stare dietro alla mia bimba a pois mi ha preso tutto il tempo...



Quindi non ho avuto tempo di scrivervi le ricette...Sorry....

L'ho chiamata "Vellutata di Pipistrelli al chiar di Luna" ed è stato un toccasana per la mia bimba resa inappetente dalla malattia (l'ha divorata tutta).



I pipitrelli li avveo ftti giorni fa, è pasta fatta in casa colorata con nero di seppia, li avevo poi scottati e congelati in attesa di Halloween, ma adesso dedichiamoci alla vellutata, che io personalmente ho adorato....


1 cipollina bianca
olio extra vergine d'oliva
500 gr di polpa di zucca precedentemente cotta al forno
200 ml di panna da cucina
sale
tabasco rosso

Per prima cosa rosolate la cipolla tagliata grossolanamente nell'olio.
Abbiate cura di scegliere un gran pentolone (magari da strega).
Aggiungete poi la polpa di zucca, fate rosolare ed allungate con acqua, portate a cottura, frullate con il minipimer ad immersione, unite 2 gocce di tabasco e e fate restringere.
Aggiungete il sale e la panna, continuate a cuocere per 10 minuti, e poi aggiungete i pipistrelli di pasta.
Servite bollente!!
Magari potete aggiungere anche della pasta in formato mini, io ho aggiunto le mini stelline, ma era perfetta così, ed il parmigiano sarà il tocco finale!!

giovedì 28 ottobre 2010

Cucina molecolare - La Lecitina e le sue salse senz'olio

Eccoci qua, per quello che si sta trasformando in un appuntamento settimanale:
la nostra rubrica gastronomica molecolare.

Mi ero riproposta di spiegarvi una tecnica carinissima ma alternativa per le decorazioni con lo zucchero, vi toccherà aspettare la prossima settimana mi sa, perchè nella mia "scaletta molecolare" ho deciso di suddividere le ricette in mini-capitoli.
La scorsa settimana abbiamo affrontato le arie con la lecitina, vi ho spiegato che la lecitina, oltre ad avere la straordinaria capacità di inglobare l'aria, riesce anche ad unire molecole di grasso all'acqua, quindi possiamo mescolare acqua ed olio in modo stabile.
Essendo un post incentrato sulle arie, vi ho solo accennato la parte "salse", in realtà, la lecitina ha molteplici usi in cucina, che vi spiegherò man mano che andremo avanti.
E' ottima per combattere il colesterolo, è perfetta per unire l'aria all'acqua, per avere impasti estremamente facili da lavorare e per fare le salse.

Chi tra voi ha preparato una maionese in casa ha sicuramente notato la quantità spropositata di olio da usare.
Olio = grasso, e grasso = pesantezza.

Fare una maionese senza grassi sarebbe un sogno è?

Un sogno che grazie alla nostra cara amica Lecitina, diventa realtà.

La lecitina ci consente di ottenere una crema da usare come base nelle salse, la consistenza sarà molto simile a quella di una maionese, il sapore è molto delicato,la lecitina si sente, ma è solo una base!
Potete preparare la salsa che volete aggiungendo gli altri ingredienti, se avete richieste particolari di ricette chiedete pure, io oggi vi illustrerò come può essere versatile la lecitina usata come base per le salse.

Ed il bello è che con il caldo non si smontano, se le montiamo troppo non impazziscono, sono leggerissime, per niente caloriche e salutari!



Necessitiamo solamente di lecitina ed acqua calda.

Prendiamo il nostro minipimer ed aggiungiamo
20 gr di lecitina
versiamoci sopra 70 ml di acqua calda,
aspettiamo qualche secondo e frulliamo per bene.
Otterrete una salsa dalla consistenza molto cremosa, come in foto.


Questa sarà la base per le vostre salse, il procedimento sarà sempre lo stesso, frullare a parte i restanti ingredienti e poi montarli assieme alla base di lecitina nel boccale del minipimer.

Io ho preparato 3 salse, tutte con la stessa base:

  • Salsa alle Acciughe:

Questa è ancora più semplice, una volta ottenuta la nostra base di lecitina uniamo nel boccale del minipimer acciughe, sale, prezzemolo, succo di limone ed uno spicchio d'aglio ben tritato, frulliamo il tutto ed è pronta.

  • Salsa ai funghi Porcini al profumo di tartufo:

Con il mixer frulliamo dei porcini precedentemente cotti, se sono stati saltati in padella con uno spicchio d'aglio tanto meglio, 1 oliva nera snocciolata, qualche foglia di prezzemolo e del tartufo (se non avete un tartufo potete usare dell'olio al tartufo e della salsa pronta) aggiustate di sale, frullate ed unite il tutto nel boccale del minipimer, amalgamate bene il tutto e servite.

Salsa piccante Paprica e semi di Senape:

Alla salsa base di lecitina unite del succo di limone, della paprica dolce, del pepe, semi di senape e sale, se volete ottenere un effetto più vivace unite del concentrato di pomodoro per ottenere una salsa rossa.



A questo punto cosa vi serve?
Solo l'immaginazione!
Salsa al tonno?
Bene, frullate a parte del tonno sott'olio ben sgocciolato, con del sale, del pepe e qualche cappero, unite alla base di lecitina ed è fatta.
Salsa alle olive?
Frullate le olive con il sale ed aggiungetele alla base di lecitina.

Le dosi saranno sempre (circa) 1/3 di salsa base 2/3 di prodotto aggiunto
Ad esempio:
50 gr di salsa base di lecitina 100 gr di tonno
50 gr di salsa base di lecitina 100 gr di porcini
E così via....

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