L'arte è tutto ciò che nasce dal sogno, e plasmato dalle mani dell'uomo diventa realtà....

giovedì 31 maggio 2012

Poori

Vi ricordate che ieri vi ho detto di tenere bene a mente la ricetta che vi stavo dando?
Bhè, ovviamente c'è un motivo: ieri vi ho dato la ricetta del chapati, il pane indiano morbido morbido che accompagna le zuppe di lenticchie e che viene spalmato con formaggio o burro chiarificato.
Un pane da tutti i giorni, che, con qualche piccola modifica, si trasforma nel pane da servire dopo le grandi cerimonie, e da bianco e morbido diventa, come per magia, dorato e croccante.
Sto parlando dei Poori.
La storia del Poori è molto interessante, come spesso accade, la vicinanza di vari popoli, crea un intreccio di culture che si ripercuote sulla cucina tipica.


Il Poori è un pane indiano, se vogliamo la successiva evoluzione del chapati, che, invece di essere cotto sulla piastra bollente, viene immerso in olio caldo e fritto, diventando croccante.
L'impasto dovrà essere steso sottilissimo, e se seguirete delle semplici regole, appunto l'impasto steso sottilissimo e l'olio ben caldo, potrete farli la mattina per la sera, e nessuno si accorgerà che sono stati fritti da ore, rimarranno infatti di una croccantezza strepitosa.


Poori






farina
acqua
sale
Burro facoltativo (io uso quello di capra)
olio di semi per firggere q.b

Il procedimento è lo stesso, per 100 g di farina 1 cucchiaio di burro fuso, una presa di sale ed acqua q.b fino ad ottenere un impasto liscio e malleabile.
Ricavate tante palline dall'impasto, stendetele in cerchi di pasta sottilissimi e friggete in abbondante olio di semi bollente.

 

Scolatele e fate asciugare l'olio in eccesso su della carta assorbente, salate e servite sia caldi che freddi accompagnando con formaggi spalmabili o zuppe.

mercoledì 30 maggio 2012

Chapati

Carissimi lettori, lo so, ultimamente non sono molto presente per quanto riguarda rispondere ai vostri commenti, ma di tempo ne ho sempre poco, le giornate di brutto tempo e pioggia sono ancora molto, quindi, in quelle belle ne approfitto per uscire con la bambina, in quelle brutte ne approfitto per giocare con lei e cucinare qualcosa.
Ho comprato delle pentole di Hello kitty e non vi dico la felicità sul viso di Keira quando le ha viste!
Ovviamente a non ancora 5 anni, "cucina" di fianco a me in piedi su una sedia, mescolando in pentole con sotto il fuoco spento, ma per lei è una gran soddisfazione.
Se imparassi a cucinre mi piacerebbe farle un grembiulino, con qualche animaletto che piace a lei, per farla sentire ancora più importante quando cucina con me.
Magari un grembiulino con conguini, ninosauri, pitistrelli e dromedari (rispettivamente pinguini, dinosauri, pipistrelli ed ovviamente: dromedari).
Ma sono nata pasticciona più che pasticcera, ed il cucito, a parte il punto croce, non fa proprio per me, mi piacerebbe è, ma sono negata!
Ad ogni modo ieri Keira ha massaggiato il salmone e lo ha inzuppato nel latte, successivamente poi ha sfogliato i rametti di timo, cerfoglio e origano fresco, era fierissima!
Vi lascio immaginare cosa posso aver creato ieri con salmone, erbe aromatiche fresche e latte....
Prossimamente vi ritroverete la ricetta qui ;)
Intanto però, voglio darvi 2 ricette, una oggi ed una domani, che faccio abitualmente, ma non so perchè, non vi ho mai proposto.
La ricetta di oggi è il Chapati, e tenetela bene a mente perchè domani vi insegnerò a renderla super sfiziosa!!!!

Il Chapatiè un tipico pane della cucina indiana, diffuso anche in Medio Oriente, in alcune zone dell'Africa ed in gran parte dell'Asia meridionale.
Il procedimento è semplicissimo e richiede pochi ingredienti, solo farina, sale, acqua, ed a volte, chi può, aggiunge pure del burro chiarificato.
Gli ingredienti, una volta impastati formano una pastella che va stesa per bene in cerchi che vanno dai 5 ai 10 cm di diametro.
Vengono poi cotti su una sorta di piastra bollente.
Di solito poi, una volta pronti, i chapati vengono spalmati con formaggio o ghee.

Non ci sono dosi precise, dovete unire acqua q.b per avere un impasto malleabile.

Chapati



acqua q.b
farina integrale di grano macinata fresca
sale
burro a piacere

Disponete la farina setacciata a fontana sul piano di lavoro, unite un cucchiaio di burro fuso (io uso quello di capra) ogni 100 g di farina circa, quindi unite acqua q.b, fino ad ottenere una palla di impasto liscia ed omogenea ma non appiccicosa.
Stendete la pasta e ricavate tanti cerchietti che farete cuocere sull'apposita piastra o su una padella rovente.
In india il chapati appena fatto viene messo direttamente sul fuoco, per far aumentare le bollicine dell'impasto

Ho imparato questa ricetta grazie a Chamky de La mia cucina In India.
Il chapati classico è morbidissimo, probabilmente le prime volte vi verrà croccante, non disperate, è buono ugualmente, e prima o poi ci riuscirete ;)

martedì 29 maggio 2012

Diffondete: ecco i contatti degli Hotel che si sono offerti di ospitare gli sfollati del terremoto!!!

Oggi volevo che fosse una giornata stra piena, ieri avevo fatto un'pò di spesa, avevo messo a marinare il salmone, volevo fare una piccola torta ed andare a Firenze con Keira, a trovare mio padre, che è in ospedale in attesa di essere operato.
Invece mi sono svegliata presto, con un dolore lancinante al collo, con una voglia di andare da quel dottore che mi ha detto che non ci si può far niente a gridare se è normale che a 25 anni, di punto in bianco io debba ridurmi così, immobilizzata nel letto, con il collo tutto storto, a far concorrenza a qualche comparsa indemoniata dei film dell'esorcista.
Avessi 90 anni starei zitta e buona, ma ne ho appena fatti 25, di star bloccata a letto senza riuscire neanche a parlare mi sembra eccessivo.
Fortunatamente questa volta non è stato fortissimo ed ora riesco a stare seduta, tutta storta, ma seduta.
Stamani, mi è toccato svegliare mia mamma, che doveva andare a trovare mio nonno, che voi non lo sapete, ma giorni fa ha fatto un volo di 5 mt da un albero, cosa che se capitava a me ero stile mummia, tutta ingessata in un letto d'ospedale, mio nonno invece è a casa e cammina, come se quei 50 punti fossero un bonus...
Mi è toccato svegliarla per chiederle di portare all'asilo la bambina.
Ovviamente, io non riuscivo ad alzarmi da letto, e dopo un bel pò che ero sveglia a fissare il soffitto e ad aspettare che antidolorifico e cuscino caldo facessero un minimo d'effetto, ha iniziato a tremare tutto, sto a Livorno, al 5° piano, solitamente, da che sto in alto, li ho sempre sentiti bene i terremoti.
mentre fissavo il mio letto a baldacchino che oscillava vistosamente mi domandavo in tutta calma, quanto ci avrei messo e come diamine avrei fatto a spostarmi di li in quelle condizioni, poi ha cominciato a muoversi tutto più forte, mia mamma ha iniziato a chiamarmi dalla cucina, ed io mi sono fatta forza, credendo che, se avesse continuato così, mettermi sotto la porta era inevitabile.
Circa 20 secondi credo, e poi è finita.
Il pensiero è andato subito a mia zia, che abita in provincia di Modena, e che in questi giorni ci ha tenuti aggiornati.
Sono riuscita subito a contattarla, e fortunatamente sta bene.
Successivamente, pochi minuti prima che mio padre entrasse in sala operatoria, poco prima delle 13.00 ne ho avvertita un'altra.
Oggi avevo in programma di scrivere un post breve, di preparare cena per mamma, preparare qualcosa da portare a Firenze, e zaino in spalla, andare alla clinica dove è ricoverato mio padre.
Ma poi, dopo il terremoto, ho deciso che il post breve di oggi, sarebbe stato migliore e più utile, se, al posto della ricetta, avesse contribuito a diffondere i nomi e i contatti degli Hotel, i cui proprietari si sono offerti di ospitare gratuitamente gli sfollati del terremoto:


- Holiday Inn Ravenna, Via Enrico Mattei 25, 054...4-455902

- Hotel Astra (Ferrara), Viale Cavour 55, CAP 44121, tel. 0532-206088

- Hotel Sporting di Campagnola Emilia (Reggio Emilia), tel. 0522-75484 392-3556690

- Don Alberto di Argelato (BO), via Funo 14, ospita sfollati. Alberto.maria.d@alice.it tel. 051-861505 333-5227908 338-3879861

- Hotel Commodore Cervia, via Lungomare Grazia Deledda 126, CAP 48015, Cervia (Ravenna)
0544-71666

- Hotel Perla Verde Milano Marittima, viale 2 Giugno 144, CAP 48015 Milano Marittima (Ravenna) 0544-994014

- Hotel President Cervia, via Irpinia 16, CAP 48015, Cervia (Ravenna), 0544-987470


lunedì 28 maggio 2012

Labne

Ieri 27° ed un bel sole, una bellissima giornata passata al Gallorose, tra scimmie, pavoni, struzzi, canguri, zebre....
La sera un drink a Castiglioncello.
Stamani, mi sveglio, 17° il cielo grigio ed una pioggia....
Ma ditemi voi, siamo al 28 maggio, e sembra di non esserci smossi di una virgola da settembre inoltrato....
La voglia di uscire, fare, viaggiare è tanta, ma come si fa se, una volta affacciati alla finestra, invece di trovare gli uccellini cinguettanti ed il sole che entra nella stanza, in una scena che fa molto Biancaneve, vi trovate davanti un cielo grigio....
Ma no, ma basta!!!!
Io voglio, anzi, esigo, l'estate!!!!

Labne


Il Labne è un formaggio fresco cremoso, facilissimo da fare in casa, veramente economico e ottimo da spalmare su pane, al naturale, con un filo d'olio o qualche pomodorino.
La ricetta base prevede, una volta ottenuto il labne, di condirlo a piacere con ottimo olio, sale e pepe o spezie, ma sinceramente, io l'ho sempre trovato ottimo così, anche se, vi confesso che spalmato sul pane abbrustolito, condito con un pizzico di origano, un buon filo d'olio ed un paio di pomodorini confit è il massimo.
Come si prepara?
Facilissimo!

500 ml di yogurt bianco intero
1 cucchiaino di sale

Mescolate bene e trasferite lo yogurt in una garza.
Chiudete per bene la garza e mettete a scolare il liquido in eccesso in frigorifero, mi raccomando, la garza deve essere sospesa sopra un piattino, così facendo il liquido colerà via, altrimenti siamo punto e a capo.
Ci vorrà qualche ora per ottenere un labne cremoso, ma se lo preferite compatto potete tenerlo anche una notte a scolare.
Una volta trascorse minimo 4 ore potete togliere il labne dalla garza e servirlo.

sabato 26 maggio 2012

Fès e Meknes - Parte 4° -


21 maggio

Meknes - Fès

Mi sono alzata e sono andata da Amin, il proprietario del Riad, io volevo assolutamente quella coperta, Tangeri o non Tangeri, era morbida, e poi io mi innamoro facilmente delle coperte, Amin gentilissimo mi ha venduto la copertina adorata, e tutta soddisfatta l'ho lasciata accanto alla valigia.

Poi ci ha accompagnato a fare un giro veloce per i suk, ci ha fatto vedere dove fanno il mercato del baratto, abbiamo comprato altro Argan, un sacco di trucchi, mi hanno regalato il kajal!!
Abbiamo poi proseguito da soli il nostro giro per i suk, ed alla fine abbiamo trovato un negozio di stoffe con i saldi,
Saldi: obbligatorio entrare!
Con 120 Dirham, circa 12€, abbiamo preso una stola celeste lunghissima, ricamata perfettamente, che sembra quasi seta, abbiamo deciso di farci delle sciarpine, caricata anche quella siamo tornati in Riad, per le ultime foto e le valige, aimè, la vacanza perfetta stava ormai finendo.
Giunti al Riad, dopo le ultime foto, abbiamo iniziato a fare i bagagli, questa volta, tutto merito mio e della mia smania di comprare coperte, era veramente da saltare sopra la valigia per farla chiudere....
Non ce n'è stato bisogno, tuttavia, 2 bagagli a mano, più 2 bagagli a testa, per un totale di non so quanti kg, sicuramente più di 40.....
Abbiamo vomprato una pagnotta appena sfornata, bella grossa ed una focacciona con i semi di sesamo, buonissima, un altro kg di roba da portare, 1kg di pane appena sfornato 30 centesimi, e che pane, ottimo!!!!
Trascinando i bagagli siamo giunti alla stazione dei taxi, dove un signore, gentilissimo, quando abbiamo chiesto se la stazione dei taxi era quella, ci ha ceduto il suo, ha detto al conducente dove portarci e ci ha pure aiutato a caricare i bagagli.
Con pochi spiccioli ed in pochissimi minuti, mentre attraversavamo vie piene di negozi di cellulari, e mentre mi tornavano in mente le parole del marito di eleonora: "qui preferiscono comprarsi il cellulare piuttosto che i vestiti" e difatti, le bancarelle che vendono vestiti usati, compresi calzini e mutande, hanno un gran successone!
Arrivati in stazione abbiamo preso un biglietto prima classe per Fès, io già immaginavo un treno disastrato, e invece, sorpresona: il treno era perfetto, abbiamo pagato 6€ un tragitto che potrebbe essere Livorno-Firenze, 6€ in due ovvio, prima classe, per un viaggio perfetto, altro che ferrovie italiane!!!!
Treno pulito e puntuale, poltrone grandi e comode, e pensare che poi ci siamo fermati nelle carrozze di seconda classe, perchè eravamo troppo stanchi per arrivare fino alle carrozze della prima, ma se quella era la seconda classe, la prima com'era!?!?
Arrivati alla grande stazione di Fès abbiamo preso un nuovo taxi che ci ha portato alla'ereoporto.
Scorta di patatine, ultima sessione di Shopping, e poi ecco il volo.
Giunti a destinazione dopo un volo che ci ha concesso un panorama mozzafiato, costeggiando le coste del marocco, dell'algeria, della tunisia e della libia, sorvolando poi malta, con qualche turbolenza però.
Arrivati a pisa pioveva :(
La voglia di girare i tacchi e prendere un volo a caso, possibilmente per il Marocco, era tanta, ma aimè, siamo dovuti tornare a casa.
Pieni, pieni di regalini!
 
La tajine si è rotta anche stavolta :( :(
Caspita, di 2 non ce ne facciamo mezza!!!!

giovedì 24 maggio 2012

Fritole caramellate con Granella di Mandorle

Non è mia abitudine pubblicare due post in un giorno, ma questo è l'ultimo giorno per partecipare al concorso di Verde Cardamomo, e di il gattoghiotto in collaborazione con l'Ente turismo Istra che sponsorizza il contest.
Lo so, mi ritrovo sempre all'ultimo minuto, ma questo mese non ho avuto un attimo di respiro, veramente....
La voglia di partecipare però è tanta, perchè ho l'istria nel cuore, ed ho deciso che, dovevo partecipare a tutti i costi!!!
La ricetta che propongo è quella delle Fritole, non sapete quante ne ho mangiate da piccola!!!
Come richiesto ho preso la ricetta e l'ho modificata leggermente.
Ho pensato che l'istria rievoca in me ricordi di distese sconfinate di olivi, e quindi, al posto del burro, ho usato l'olio.
Per il resto mi sono attenuta alla ricetta originale,  a parte la granella, ho aggiunto una granella di mandorle (ho usato anche le nocciole perchè le mandorle non bastavano) perchè nel giardino della mia bis nonna, a Cherso, c'era un albero di mandorla, e la cottura, invece di cuocere nell'olio, ho fritto nello zucchero.
Se non riuscite a trovare lo zucchero indicato potete tranquillamente friggerle e immergerle nel caramello, saranno squisite, croccanti fuori e morbide dentro!!!

Fritole



250 g di fariua manitoba
12 g di lievito di birra
125 ml di latte caldo
1 uovo leggermente sbattuto
20 g di zucchero semolato
1 cucchiaio di rum 
20 ml di olio extra vergine d'oliva
scorza di 1 limone grattugiato
scorza di limone candito



granella di mandorle
Unite tutti gli ingredienti tranne le mandorle nel robot da cucina, avendo cura di sciogliere precedentemente il lievito nel latte, oppure impastate a mano.
Una volta che l'impasto sarà liscio, fatelo riposare e lievitare per un paio d'ore.
Trascorso il tempo di lievitazione fate sciogliere del glucosio in polvere in un pentolino e friggetevi le fritole, una volta dorate tuffatele nella granella di mandorle e servite su un bastoncino, come un lecca-lecca.

Se non riuscite a trovare il glucosio in polvere potete friggere le fritole in abbondante olio di semi bollente, e caramellarle successivamente.


Fès e Meknes - Parte 3° -

20 maggio 2012

Meknes

Dopo una meravigliosa preghiera, ed il richiamo alla preghiera all'alba durato 20 minuti che sono sembrati eterni, ci siamo alzati, e preparati per una giornata di shopping "intensivo compulsivo".
Eleonora e suo marito sono venuti al nostro Riad con il saltellante Lolo, che con il suo "Lolese" mi ha fatto morir da ridere, ma dove si è mai visto un bambino così piccolo che se gli parli in italiano ti risponde in francese??
Un genio!!!
Siamo andati al suk, per accaparrarci un ricco bottino di spezie: zafferano, ambra, paprika, miscele varie, rossetti all'argan che cambiano colore, ovviamente il mitico argan, il mio fidanzato ha comprato 3 kg di olive, che in Marocco sono veramente deliziose!
2 kg tra gialle e rosa per noi, ed uno di olive nere per Keira, che le adora e le chiama "ciliege".
Tanto, tanto shopping, una cavigliera nuova, la lampada ad olio tipo quella di aladino, che se qualcuno mi spiegasse come funziona gli sarei grata, dato che Keira si aspetta di veder uscire il genio da un momento all'altro, spero almeno di riuscire a farci uscire una fiamma....
Dolcetti, e quanti, ci sono dolcetti di tutte le forme e colori, fatti alla perfezione, al cioccolato, alle nocciole, ai datteri, alle fragole, ai pistacchi, e sono buoni!!!
Ovviamente ho preso un vassoio per mia mamma e la bimba; una bella scorta di olio di argan alimentare e cosmetico, e per me il rossetto fatto con i petali del papavero, davvero bellissimo, il kajal, regalato dal venditore, l'olio al gelsomino e poi, un coniglio, si avete capito bene, un coniglio....

Il coniglio in questione è stato soprannominato Tajine, è una bellissima femminuccia, pagata 3 € per il suo kg di peso.
Quando dico che io e Luca siamo fatti per stare insieme, e che quando uno pensa una cosa l'altro la dice, non è a caso...
Mi piacerebbe raccontarvi solo rose e fiori dei miei viaggi, ma come ben sapete, non ho peli sulla lingua, e considero i miei post una sorta di reportage giornalistico, non dei semplici resoconti, quindi, mi sembra giusto e logico raccontarvi, come fa un giornalista, ogni aspetto del nostro viaggio...
I suk sono divisi a zone, e sono invasi da mille profumi, i suk sono bellissimi, su grandi tappeti se ne sta distesa la menta appena raccolta per il tè, grandi piramidi di spezie attendono di essere comprate, olive e capperi, peperoncini e limoni in salamoia troneggiano su piccoli banchetti.
E poi c'è la carne,viva.
In un corridoio lungo e stretto di banchetti, rinchiusi dentro le gabbie, o ai piedi dei negozianti, se ne stanno polli e coniglietti paffuti, pronti ad essere sgozzati e dissanguati davanti al cliente.
Adesso, è giusto farvi sapere, che non mangio carne, se non in casi estremi di necessità, tipo in Marocco ad esempio, dove in alcune zone pesce e verdura non se ne parla, e l'alternativa sarebbe andare avanti a banane.
Non mangio carne figuriamoci un coniglietto, bianco pezzato di nero, che mi guarda con i suoi occhioni imploranti, praticamente un gattino spaventato.
Mentre già pensavo di comprarli tutti, sperando di non vedere nessuno "ordinarne" uno, per poi vederlo morire davanti ai miei occhi appeso a testa in giù, Luca ha esclamato "compriamone uno e liberiamolo!".
La scelta è caduta sul fortunato coniglio aggrappato disperatamente alla gabbietta, i suoi ultimi momenti passati a guardare i potenziali compratori, che contrattavano sul prezzo della sua carne, della sua vita.
"Lui, vogliamo lui!
Vivo!!!"
Salvezza sua a discapito degli altri, e quando avremo casa per conto nostro, io ed il mio fidanzato, abbiamo deciso che faremo un carico di conigli Marocchini e ce li porteremo a casa nostra.
Si, abbiamo preso il coniglio, che poi è una coniglietta, viva.
Con le persone che ci guardavano in modo strano, certe ridevano altre scrutavano incuriosite.
E' stato un'pò come vedere qualcuno che al mercato si compra una trota viva e se ne va via accarezzandola....
Ma a noi andava bene.
Eleonora poi, per grande gioia di Lolo, è stata mitica!!!
Ha infatti deciso di tenersi la piccola coniglietta, ormai conosscita come tajine.
Mentre coccolavamo la piccola Tajine a turno, la gente ci guardava strano, ma c'è anche chi si è avvicinato incuriosito e voglioso di accarezzare la coniglietta.
Il signore del ristorante in piazza ci ha detto pure che era una femmina.
Poi Eleonora e suo marito hanno portato a nanna il docissimo Lolo, io e Luca abbiamo fatto una pausa veloce in Riad, una bella birra fresca con qualche oliva e poi ancora shopping.
Ho chiesto al proprietario del Riad, dove avesse preso la stoffa che era sul divano, perchè mi piaceva troppo, e mi sono fatta indicare il negozio.

Si, mi sono veramente innamorata della camera, lo ammetto, avessi la possibilità mi metterei a fare una stanza uguale a quella camera, aimè, non ho casa per conto mio, e credo che a mia mamma verrebbe un colpo se tornando da lavoro, si ritrovasse una stanza viola e bianca, bellissima si, ma mia mamma ama le cose tradizionali....
Siamo riusciti dal Riad e finalmente abbiamo trovato il negozio, la stoffa del divano, bianca con i ricami argento, non veniva tanto, ma essendo praticamente l'ultimo giorno di vacanza, per me, 19€ al metro erano tantini, anche perchè, se avessi voluto farci un copriletto per il mio, sarebbero andati via un sacco di soldi, così mi sono limitata a 2mt x 2, con sconto ovviamente, e poi ho comprato pure la stoffa per fare i cucini.
La sera siamo stati ospiti da Eleonora, che, mentre io coccolavo il suo tenerissimo gattino batuffoloso tutto nero, ha preparato una tajine di pagello, con olive e limone in salamoia, davvero ottima!!!
Avrei desiderato far tardi, chiacchierare un sacco e fare tante foto, ma la stanchezza si è fatta sentire presto, anzi, troppo presto.
Così, tornati in Riad, sono andata dritta dritta sotto la coperta, con grande sopportazione del mio fidanzato che per 4 giorni mi ha sentito ripetere "com'è bella questa coperta....E com'è morbida questa coperta....E com'è grande questa coperta" in una quasi imitazione, di cappuccetto rosso stupita davanti alla nonna/lupo.
Il mio però era uno stupore buono, che davanti alla risposta di Amin, il proprietario; "l'ho presa a Tangeri" è diventata uno stupore triste.
Volevo quella coperta.
Ed infine, come promesso, ecco la domanda alla quale dovrete rispondere:
Durante il pomeriggio ho comprato dei ricettari, , uno ho deciso di regalarlo a voi, ma, è in francese!
Un francese semplicissimo, che anche chi non lo sa, non farà fatica a tradurre, ma, per vincerlo doevte rispondere "io so il francese, il ricettario è di...." il primo che indovina quali sono le ricette presenti sul ricettario lo riceverà nei prossimi giorni direttamente a casa sua, quindi, che aspettate!!!????


mercoledì 23 maggio 2012

Fès e Meknes - Parte 2° -

19 maggio

Meknes e Volubilis


Ci siamo alzati presto, o meglio, io mi sono alzata presto, non so perchè, ma quando sono in vacanza non riesco a dormire fino a tardi, vorrei è, ma proprio non riesco, sarà la voglia di andare in giro ad esplorare, non so...
Scendiamo nel salone ristorante, dove ad aspettarci troviamo tavole imbandite con ogni ben di Dio: ottimi panini ancora caldi, formaggi vari, uova sode, salsicciotti rossissimi, biscotti alle mandorle, sfogliatine alla crema, panini al cioccolato,  frittatine fatte sul momento con pomodori e formaggio, latte, caffè, tè e spremuta d'arancia appena fatta, riccioli di burro, marmellate e miele a volontà...
Dopo una ricchissima colazione, abbiamo chiamato il nostro autista, che non si è fatto attendere, ed è arrivato puntualissimo, dopo pochi minuti eravamo finalmente, in viaggio per Meknes.
Il viaggio attraverso le campagne del Marocco è durato poco meno di 40 minuti, a Meknes, ad attenderci abbiamo trovato Eleonora, suo marito ed il mitico, ed è mitico veramente: Lolo!!!!


Ci hanno portati al Riad D'or, che Eleonora aveva gentilmente prenotato per noi, assicurandoci che era uno dei migliori Riad di tutto il Marocco, e che dire, me ne sono innamorata, ma a questo ci arriviamo dopo...
Io e Luca veniamo portati da Eleonora & Co alla nostra prossima destinazione: Volubilis.

Volubilis


Volubilis era abitata sin dal neolitico, subì poi l'influenza Cartaginese, fu poi regno Berbero ed infine venne romanizzata.
I sovrani di Volubilis furono Giuba II di Numidia e Cleopatra Selene, che probabilmente a parte il primo nome "Cleopatra" che fa riaffiorare alla mente reminescenze di ricordi scolastici, di per sè non può dirvi niente, ma, Cleopatra Selene, è figlia di 2 grandissimi personaggi storici, appunto Cleopatra ed Antonio.
Nel mentre, in macchina, abbiamo avuto il grandissimo piacere di conoscere meglio l'inarrestabile Lolo, un piccolo fagottino di simpatia, tutto da coccolare, e com'è intelligente!!!!
Eleonora e suo marito poi, sono stati veramente gentilissimi, ci hanno fatto da guida, ed erano sempre disponibile, come se ci conoscessimo da una vita, due persone squisite!
Volubilis dista circa 1 ora dal centro di Meknes, ma il marito di Eleonora ha deciso di fare all'andata, una strada panoramica, abbiamo così avuto modo di ammirare le immense distese di grano e alberi di melograno, bellissimo!
Volubilis, per noi appassionati di archeologia, è stata molto bella, e dopo la nostra mini vacanza a Paestum di qualche giorno fa, ci ha fatto uno strano effetto.
Colonne, mosaici e fontane, strade lastricate sulla quale si poteva, con un'pò di fantasia, immaginare donne e uomini con sandali e tuniche avviarsi al mercato, o andare verso casa.
Il tempo non era un granchè, ma è stata una fortuna, sole a picco e 40° non sarebbero stati di certo il massimo.
Andando via ci siamo fermati a comprare un piccolo fossile per Keira, che adora i "ninosauri" e fossili annessi.
Poi, dato che io e Luca eravamo parecchio stanchini, ci siamo fatti lasciare al Riad, dove, abbiamo avuto modo di salire in camera per la prima volta durante la giornata.
Il Riad D'or è un labirinto, in senso buono è, una miriade di terrazze, spazi relax, divanetti, piscina, salottini con divani enormi e comodissimi, uno dei Riad più belli del Marocco ha detto Eleonora, secondo me sicuramente il più bello!!!




Il personale è gentilissimo  e sempre disponibile, e la stanza, mi sono veramente innamorata della stanza viola, prima di entrare abbiamo ordinato una bottiglia di vino,


che ci è stato servito subito con abbondanti olive, e mentre sorseggiavamo, l'ottimo, ma veramente ottimo vino, ammiravamo la stanza.
Perfetta, ma così perfetta, che io mi sono comprata la stoffa del divano, dei cuscini e pure la coperta, per portere un pezzo di Riad D'or a casa mia ahahahah, un posto meraviglioso, e vi consiglio caldamente di andarci!
I prezzi poi sono buonissimi (e servono pure la birra ;) )....
Se il 18 era stato il mio compleanno, ora, il 19, toccava a quello di Luca, e così ci siamo fatti carini e siamo andati a cena, anche questa volta il ristorante era tutto nostro, il panorama era magnifico, la grande vetrata davanti al nostro tavolo ci permetteva di ammirare un tramonto spettacolare.

 
Il richiamo alla preghiera mi ha vista come al solito correre in terrazza con il cellulare alzato, come si fa a vivere senza il richiamo alla preghiera io non lo so proprio,
quella delle 4 del mattina è un'pò fastidiosa, ma questa volta il Muezzin era veramente bravo, non come quello di Marrakech, ogni volta che lo si sentiva samoidiare, circa 5 volte al giorno, sembrava che recitasse un poesia, quasi cantando, con il cuore, a Marrakech invece, non me ne voglia il Muezzin della mosche accanto alla maison bahia (che tanto non leggerà mai questo post)  sembrava che stesse facendo un urlo a metà tra la danza maori e una dichiarazione di guerra, mancava solo la sirena dell'antiaerea ed ereavamo appossto....


martedì 22 maggio 2012

Fès e Meknès - parte 1° -


Il più bel compleanno della mia vita, in assoluto il più bello di tutti!!
Mesi fa, vi avevo scritto che il mio fidanzato, per il mio compleanno, mi aveva regalato un viaggio, e così, dopo una mega ammazzata che mi ha visto impegnata a Milano il giorno prima della partenza, il 18 maggio, siamo partiti dall'aereoporto di Pisa, alla volta di Fès.



Dopo un volo con un atterraggio parecchio movimentato siamo approdati in terra marocchina, dove 40° incombevano su di noi, tutto sommato si stava più che bene.
Fuori dall'aereoporto abbiamo trovato il nostro autista ad attenderci, che ci ha accompagnati al nostro Hotel, dato che io sono nata il 18 maggio, e Luca, il mio fidanzato, il 19, abbiamo deciso di concederci un Hotel extra lusso per il nostro compleanno,
e così siamo arrivati al Pickalbatros Royal Mirage Hotel, in Fès, 5 stelle di pura bellezza; piscina, 3 ristoranti, camera con 2 letti matrimoniali, accappatoi morbidissimi e lozione per il corpo profumata in bagno, giusto un salto per posare i bagagli e poi via, con il nostro autista, che ci ha portati a vedere la conceria,

dopo con calce e coloranti come lo zafferano, lavorano la pelle per ottenere dei capi che sembrano di marca, e poi alla fabbrica delle ceramiche, che mi ha colpito molto.
La lavorazione della ceramica è molto lunga, e ciò che colpisce, è che, pochi uomini, che scolpiscono con un piccolo scalpello, tante piccole piastrelle, riescono a realizzare stanza intere o fontane enormi, tutte piastrellate, con mosaici perfetti.
Dopo la lavorazione della ceramica, la doppia cottura, e lo smalto, le piastrelle, tanti piccoli quadrati, vengono date in mano a questi uomini, che armati di infinita pazienza si siedono per terra ed iniziato a formare i vari tasselli.
I mosaici poi, vengono montati al rovescio, i tasselli vengono quindi uniti tra loro, e poi si procede al montaggio.

La prima giornata è stata abbastanza breve, il nostro volo è arrivato a Fès nel pomeriggi, e dopo una bella passeggiata siamo tornati in Hotel.
Ci siamo fatti una doccia rinfrescante e ci siamo preparati per la cena nel ristorante Marocchino del nostro Hotel,
 il ristorante, prenotato interamente per noi ero carinissimo, il menù tipico molto interessante,
abbiamo optato per i piatti più tipici che avevamo già conosciuto a Marrakech:


Harira con datteri e limone, tante, tante olive,


pastilla di frutti di mare,

tajine di pollo con limone in salamoia ed olive,

ed il vino, il vino di Meknes, che è stata una piacevolissima sorpresa, davvero ottimo, niente da invidiare ai cugini vini Italiani, anzi!!!

La cena è stata molto, molto abbondante, il cameriere molto servizievole, vuotava i posaceneri appena erano sporchi, riempiva i bicchieri appena erano vuoti,
si offriva di farci le foto come vedeva me alle prese con l'autoscatto, un compleanno di certo da ricordare!!!

Non mi scorderò mai quella cena, in un ristorante tutto nostro, dove potevo starmene comodamente sdraiata sul divanetto a sorseggiare il buonissimo vino.
Dopo la cena, io ed il mio fidanzato, ridendo e scherzando, ci siamo avviati in camera, una sosta rilassante alla piscina, un paio di foto e poi su a brindare al nostro compleanno!!!
Ed ai miei 25 anni, dato che le 24 non erano ancora passate.
Ad attenderci, davanti alla porta, un cesto di frutta, il regalo da parte della direzione del nostro Hotel,

per il mio compleanno, più esaltati che mai ci siamo messi a sorseggiare champagne spilluzzicando la dolcissima frutta, sul terrazzo della nostra camera.

L'aria fresca, il cielo infinito pieno di stelle, la luce della piscina che si rifletteva azzurrina sul nostro terrazzo, un compleanno magico....

Continua.....

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